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Storia di Squinzano

Storia della città

Con i suoi 16.000 abitanti, Squinzano è il comune della provincia di Lecce posto più a nord al confine con i comuni brindisini. Un comune che affonda le sue radici lontano nel tempo. Si narra infatti che intorno al II secolo a.C. il condottiero romano Tito Quinzio Flaminio, dopo aver combattuto e vinto contro Taranto, divise le terre conquistate con il fratello Terenzio: da ex Quintio il nostro territorio passò poi ad avere la denominazione di Squinzano. Al fratello invece assegnò la regione japigia che comprendeva Taranto, Brindisi, Lecce e Rudiae, ma anche il territorio limitrofo a Squinzano che si chiamò ex Terentio, da cui poi Terenzano. Che è riconducibile alla zona oggi chiamata Sant’Elia e rimase abitata fino al medioevo.Squinzano - Stemma del Comune

Dopo alcuni secoli dalla sua fondazione, la nostra città fu invasa dai Goti, in particolare dal loro re Totila, che distrusse Terenzano ed altre località di cui rimasero solo il nome e le tombe. Verso il 1100 venne distrutta Valesio, il municipio e la sede vescovile; in questi secoli Squinzano perdette la sua importanza. Con la dominazione di Tancredi il Normanno Squinzano ritornò a fiorire, ottenne molti privilegi e fu esonerata da molte tasse. Il regno dei Normanni venne attaccato a più riprese dagli Svevi e in particolare da Federico II che trasformò la Puglia nel giardino del suo regno; amava infatti trascorrere qui i suoi momenti di svago, organizzando feste e battute di caccia.

Squinzano appartenne alla Contea di Lecce, ma nel corso dell’ultima fase del Medioevo, Lecce e Squinzano passarono a Maria d’Enghien, contessa di Lecce e poi sposa di Raimondello Orsini, principe di Taranto. Rimasta vedova, si sposò con Ladislao di Angiò, principe di Napoli, il quale concesse molti privilegi alla nostra cittadina.

In seguito Squinzano prese parte alla guerra tra Spagna e Francia a fianco degli Aragonesi contro i Francesi, infatti molte battaglie si svolsero proprio nei nostri territori, nella piana in declivio di San Luca, chiamata ancora oggi " Monte della Battaglia". Vicino a questo luogo, sulla strada che da Squinzano conduce a Casalabate, il marchese Prato fece costruire una cappella dedicata alla madonna di Loreto.

Squinzano rimase libera fino al 1500, poi divenne feudo di Francesco Brancaccio che la cedette a Giovanni Enriquez, primo principe di Squinzano. Poi ci fu il governo dei Filomarino, famiglia che non visse mai nella nostra cittadina, anche se vi possedeva un castello, andato poi distrutto.

Dopo il medioevo Squinzano seguì le sorti dell’Italia Meridionale, per cui passò dai Normanni agli Svevi, agli Aragonesi, ai Borboni, al Murat nel periodo napoleonico, e infine, nel 1860, fu incorporato nel Regno d’Italia sotto i Savoia. Dopo la caduta di questi, dopo il referendum del 2 giugno del 1946, Squinzano è divenuta parte integrante della Repubblica Italiana.

 

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