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Giovani, scuola, occupazione

Occupazione: letteralmente, presa di possesso stabile di un luogo, è oggi un’espressione usata dai giovani studenti per indicare la caotica perdita di un giorno di scuola.

Fenomeno sempre più diffuso da un po’ di anni nelle scuole italiane è basato su avvenimenti spesso non inerenti all’istruzione e all’ambiente scolastico in genere.

Vista inizialmente come forma di protesta contro una decisione costituzionale non giusta per l’individuo ma mutatasi ultimamente in un pretesto per perdere ore curriculari, è spessissimo sinonimo di caos e anarchia negli istituti colpiti dal fenomeno.

Sono state molte nel corso degli ultimi anni le scuole colpite da continui attacchi di violenza e distruzione da parte di corposi gruppi di giovani che uniti dall’unico obiettivo di “non entrare” per qualche settimana danneggiano seriamente ciò che in realtà indirettamente gli appartiene dalla prima volta in cui ci hanno messo piede, ma sulla quale non hanno alcun diritto di distruzione e deturpamento. Armadi divelti, sedie e banchi improvvisamente monchi, porte bloccate o addirittura ridotte a piccoli pezzi di legno, classi con pareti perforate, laboratori incendiati, intere facciate esterne imbrattate con stupide frasi, corridoi affollati da segni evidenti del passaggio di vandali, (…) ecco cosa resta di una scuola dopo soli alcuni giorni di occupazione: cumuli di macerie di quello che pochi giorni prima era stata la gloria di un istituto!

C’e chi lo fa per moda o chi perché lo fa il proprio migliore amico, ma perché distruggere qualcosa che serve un domani alle generazioni future magari anche ai nostri figli o nipoti ?!

È assurdo vedere la furia con cui ragazzini appena adolescenti distruggono la strada che li avvierà alla vita adulta ma ormai è diventata quasi una routine, ogni giorno si sentono al telegiornale intere testate dedicate a tutto quello che accade quotidianamente nelle scuole italiane: scioperi, fenomeni di bullismo, violenze, occupazioni (…) avvenimenti quasi del tutto inesistenti fino a pochi anni fa.

Ma i genitori e i professori cosa pensano di tutto questo?

“Sciocchezze, sono ragazzi, è un periodo, (…) ”.

Ma come si possono giustificare tali atti con la scusa che sono ragazzi? Nessuno ha il diritto di deturpare un bene comune a tutte le generazioni di studenti; è osceno vedere come infrangendo ogni legge entrano negli edifici scolastici e li devastano completamente.

Non è giusto però far di tutta l’erba un fascio.

L’occupazione è infatti “snobbata” da alcune scuole, sedi di studenti seri, frequentanti l’istituto con rispetto verso ciò che un domani potrebbe essere di un nostro figlio

Io, studentessa liceale, frequento il primo anno di uno scientifico e non credo sia giusto distruggere ciò che non ci appartiene. Nella mia scuola l’occupazione è solo un argomento come un altro di cui discutere alla vigilia di un’assemblea, ma niente più. Frequento una scuola molto seria, a volte anche troppo, ma secondo me per poter andare avanti nella vita conta più aver le basi di 5 anni di costante studio più che 5 anni composti da continui scioperi e occupazioni.

Sono una ragazza a cui piace la libertà di parola, è giusto parlare ed esprimersi ed a volte, quando non si riesce a far arrivare il proprio messaggio con le parole bisogna usare i gesti, ma mai usare la violenza, perché non si può giustificare in nessunissimo modo al mondo un gesto di violenza, bullismo, vandalismo e occupazione.

Sentivo proprio ieri, parlando tra amici di istituti differenti, l’idea di una nuova occupazione pre-natalizia, giusto per anticipare di qualche settimana le “brevi” vacanze di Natale. Ma ciò che di quella chiacchierata ha più attirato la mia attenzione è stato questa frase, che ho scelto di riportare per permettere al lettore di immedesimarsi in me per capire meglio la mia reazione: “… dal 14 al 22 occupiamo, però ora dobbiamo trovare il motivo da presentare …”. Turbata ma ben consapevole dei pensieri che ogni giorno affollano la mente di uno studente adolescente, non risposi, ma lasciai intere ai miei amici il mio disaccordo. Poi alcuni minuti dopo, continuava ad incalzare l’argomento, ed essendo una molto diretta non seppi tacere e decisi di tenere testa ad i miei amici, affermando che l’occupazione è giusta finche non si varca la soglia della violenza, cosa che ormai “va di moda” e che non si può scegliere addirittura le date di un’occupazione se non si ha un valido e preciso motivo.

A me personalmente non piace la scuola anzi, preferirei, come tutti i ragazzini d’oggi d'altronde, alzarmi più tardi, chattare anziché studiare (…) e non sono di certo la “tipa” pronta ad entrare anche quando gli altri scioperano, ma solo se lo fanno per un valido motivo, e colgo l’opportunità di quest’articolo per fare anche un appello, perché io so benissimo di non essere l’unica ragazza quattordicenne a pensarla in questo modo, so benissimo che tanti ragazzi pensano come me che l’occupazione si debba fare solo se per validi motivi e sempre senza varcare i limiti del rispetto per le cose altrui, ma nessuno ha mai il coraggio di emergere e staccarsi dal gruppo, perché vivere in società fa bene ma solo se questa non ci impedisce di esprimerci.

 di EMME

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